L’aria è azzurra, il sole scalda. Non è più stagione di caccia, ma i campi regalano ancora un’esplosione di erbe aromatiche. Ci siamo, è quel momento: il passaggio dalla primavera all’estate. La stagione nel piatto cambia, la materia prima con lei, ed ecco che cominciamo a esaurire le scorte di intingoli e i piatti fumanti. Ci aspetta un viaggio graduale verso l’essenzialità, la leggerezza e una necessaria ricerca del fresco, anche nelle portate. Perché non c’è dubbio: ogni menù è qualcosa di vivo, che cambia con la stagione e insieme a noi. Sei d’accordo?
La carne scelta di Andrea Tarantini

Le erbe spontanee raccolte a mano da Tatiana

Finché i campi regalano, la nostra cheffe Tatiana è pronta a raccogliere. Anche questa settimana è partita con forbici e sacchetto. Cosa avrà trovato di buono?
“La raccolta è un momento di ispirazione creativa, mi rilassa e mi dà una carica indescrivibile. Mi fa sentire connessa con la stagione. E poi è una questione di responsabilità: voglio essere sicura di ciò che raccolgo, per la sicurezza dei nostri clienti. Cerco soprattutto erbe specifiche collegate al menù, ma tengo sempre gli occhi aperti perché possono arrivare sorprese. Tra le mie preferite: il finocchietto selvatico – toscanissimo e molto versatile – i raperonzoli – davvero difficili da trovare – e l’ombelico di Venere – un’erba buonissima, sapida e acida. E poi… tutte! Ogni erba spontanea è una storia a sé.”


